UNA SPERIMENTAZIONE DI ANALISI DELLA DOMANDA POLITICA PER UN PROGRAMMA DI SINISTRA

Serve una fase di analisi della domanda sociale, rivolta anche a chi non vota a sinistra o ad astensionisti. Si possono usare tecniche come le survey, utilizzando la Rete per raccogliere le risposte ad un questionario. Il rapporto qui illustrato (rapporto def) è per necessità metodologicamente incompleto (perché il campione di rispondenti non è statisticamente rappresentativo e perché, per ridurre la caduta di risposta, è stato utilizzato un questionario semplificato). Fornisce, tuttavia, la posizione rispetto ad elementi programmatici fondamentali, come l’euro, il lavoro, l’immigrazione e la sicurezza, il sindacato, il welfare, le priorità ed i limiti della politica italiana, da parte di un panel di 1.061 rispondenti. Esso rappresenta persone di tutte le età e condizioni professionali e, in 155 casi, che non votano a sinistra.
I risultati mostrano un quadro molto diversificato, che giustifica le difficoltà nel dare una rappresentanza unitaria alla sinistra. Emergono conferme di tendenze prevalenti, soprattutto in materia di euro, di frontiera fra pubblico e privato nei servizi essenziali, di priorità programmatiche fondamentali, di delusione rispetto alla classe politica. D’altro canto, vengono alla luce anche risultati sorprendenti, in materia di controllo dell’immigrazione e di rapporti fra politica e sindacato.
Emergono altresì scelte non facili da fare, fra difesa del recinto identitario e ricerca di un allargamento verso bacini di consenso più ampi, su temi delicati, quali l’euro ed il tema migratorio (per il quale , emerge una domanda di selettività). C’è poi tutto il tema delle classi sociali emergenti, che si annidano nell’area del precariato lavorativo, e che spesso esprimono posizioni piuttosto diverse da quelle tipiche della sinistra. Lì, peraltro, c’è un problema di coscienza di classe da costruire.
Il tema del lavoro appare unificante ed evidenzia sia tendenze dirette verso il ritorno alle vecchie tutele dell’articolo 18, sia alla costruzione di un welfare specifico per i precari. Sembrerebbero pensabili politiche differenziate. L’area del welfare e previdenza è anch’essa fortemente suscettibile di produrre parole d’ordine unificanti per l’intera area della sinistra. Ambiente e territorio costituisce il terzo grande blocco di elementi programmatici unificanti.
Nel rapporto con il sindacato, da un lato, emerge una certa sfiducia, nelle aree emergenti dello sfruttamento socio-lavorativo. D’altro lato, sembrerebbe emergere la richiesta di un sindacato meno universalista, meno politicizzato, e più ripiegato sulla contrattazione e tutela del lavoro. I rispondenti, anche i più giovani sembrano, infine, consapevoli della necessità di un partito solido, anche tornando verso forme di finanziamento pubblico.
I risultati di questo lavoro sperimentale potrebbero essere arricchiti da una metodologia di indagine più approfondita e sistematica. La proposta è quella di utilizzare in forma attiva la rete territoriale dell’auspicabile nascente partito unitario della sinistra, per focus group mirati su argomenti specifici. Un secondo filone di ricerca dovrebbe essere mirato ad analizzare ceti e segmenti sociali nei quali la sinistra dovrebbe collocare la sua presenza naturale.

Il rapporto completo è quindi disponibile al seguente link: rapporto def

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